Tfr: un’invenzione quasi perfetta

Vediamo ora cos’e’ il trattamento di fine rapporto

Il trattamento di fine rapporto è un istituto previdenziale sorto a garanzia dei lavoratori in caso di cessazione del rapporto di lavoro dipendente introdotto nel nostro ordinamento giuridico dalla Legge 297/82 che ha modificato l’articolo 2120 del Codice Civile.

… analizzando i principali elementi di natura finanziaria che lo caratterizzano…

1) regole precise e chiare di maturazione delle quote

“…Tale trattamento si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5. La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni. Salvo diversa previsione dei contratti collettivi la retribuzione annua, ai fini del comma precedente, comprende tutte le somme, compreso l’equivalente delle prestazioni in natura, corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese. In caso di sospensione della prestazione di lavoro nel corso dell’anno per una delle cause di cui all’art. 2110, nonché in caso di sospensione totale o parziale per la quale sia prevista l’integrazione salariale, deve essere computato nella retribuzione di cui al primo comma l’equivalente della retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro…”

… l’importanza della determinazione delle quote dell’investimento …

Occorre precisare che le somme maturate, ottenute dividendo la retribuzione utile al calcolo del tfr per 13,5, devono essere detratte, prima di essere accantonate al fondo, di una percentuale pari allo 0,50% dell’imponibile previdenziale del lavoratore.

Tale trattenuta rappresenta un contributo previdenziale che finanzia direttamente il fondo adeguamento pensioni istituito presso l’Inps. L’importanza di questo passo normativo può non essere pienamente compresa ma rappresenta uno degli elementi fondamentali in materia di veicoli finanziari in quanto l’investitore deve essere sempre in grado di calcolare a priori l’ammontare delle quote maturate (nel caso del tfr) o versate (nel caso di altri veicoli finanziari) che verranno destinate all’investimento. Troppo spesso questa informazione non viene resa in modo chiaro all’investitore in prodotti finanziari poiché risulta spesso difficoltoso quantificare l’ammontare delle commissioni che vengono detratte dalle quote versate (si veda ad esempio il caso delle polizze vita e dei fondi pensione, spesso poco trasparenti in materia). L’equazione quote versate uguale quote investite non è mai rispettata.

2) regole chiare di esigibilità delle somme maturate

“In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto…” … “…Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70 per cento sul trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta. Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10 per cento degli aventi titolo, di cui al precedente comma, e comunque del 4 per cento del numero totale dei dipendenti. La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:

a) eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;

b) acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato con atto notarile.

L’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti dal trattamento di fine rapporto. Nell’ipotesi di cui all’art. 2122 la stessa anticipazione è detratta dall’indennità prevista dalla norma medesima. Condizioni di miglior favore possono essere previste dai contratti collettivi o da patti individuali. I contratti collettivi possono altresì stabilire criteri di priorità per l’accoglimento delle richieste di anticipazione….”

… l’importanza della rigidità del capitale investito …

La norma di Legge prevede in modo molto chiaro e preciso i casi in cui è possibile esigere il tfr maturato e la relativa somma. Grande importanza riveste la possibilità di derogare attraverso contrattazione aziendale od individuale alla rigidità delle casistiche circa l’esigibilità delle somme. In sostanza, il tfr è un fondo che presenta un grado di liquidità molto elevato, anche se vincolato dalla volontà e/o possibilità finanziaria del datore di lavoro. Ricordiamo che la liquidità di un veicolo finanziario è un ulteriore elemento di notevole importanza per l’investitore che deve essere messo in condizione di valutare il grado di rigidità del capitale investito e l’ammontare di eventuali costi o penali in caso di liquidazione anticipata dell’investimento. (Soprattutto per le polizze vita ed altri veicoli assicurativi le penali in caso di liquidazione anticipata delle somme investite sono in grado di abbattere notevolmente il rendimento complessivo dell’investimento).

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