Tfr: un’invenzione quasi perfetta

I vantaggi della capitalizzazione composta sono oramai universalmente riconosciuti e la forza del tempo e del tasso di rendimento possono portare a montanti notevoli se, come nel caso del tfr, la variabile capitale è soggetta di per se ad un piano d’accumulo indipendente dalle variabili fino ad ora analizzate. Come ben visibile dai grafici riportati la variabile tasso di rendimento riveste un ruolo di maggior importanza nella forza di capitalizzazione rispetto alla varabile tempo.

… l’importanza della certezza del rendimento nominale …

L’articolo 2120 del Codice Civile fornisce l’ammontare del tasso di rivalutazione annuale da applicare al fondo tfr al 31 dicembre di ogni anno. Tale tasso è composto da una quota fissa in misura pari all’1,5 per cento a cui deve essere sommata una quota variabile pari al 75 per cento del tasso d’inflazione misurata dall’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati. Il Decreto Legislativo 47/2000 ha radicalmente modificato il regime di tassazione del tfr introducendo un nuovo principio basato sulla natura della composizione delle voci del trattamento di fine rapporto. Il fondo tfr può essere scomposto in una quota capitale il cui ammontare è rappresentato dalle quote di retribuzione che vengono accantonate al fondo e la cui natura è di matrice strettamente collegata alla prestazione lavorativa e da una componente finanziaria il cui ammontare è pari alla rivalutazione del fondo accantonato la cui natura è di matrice strettamente collegata alle rendite finanziarie. Per la componente finanziaria del fondo è stata introdotta un’imposta sostitutiva dell’11 per cento. Riassumendo, il Codice Civile dispone il tasso di rivalutazione lordo che deve essere nettizzato dell’imposta sostitutiva introdotta dal Decreto Legislativo 47/2000.

… l’importanza fondamentale del rendimento reale …

La Legge, pertanto, fornisce al lavoratore-investitore un ulteriore elemento fondamentale in materia di veicoli finanziari, il tasso di rendimento netto dell’investimento. Regole certe di determinazione permettono di effettuare a priori considerazioni di natura finanziaria di fondamentale importanza in materia di investimenti e risparmio.

Figura 4 - Rendimento reale tfr

Figura 4 - Rendimento reale tfr

In figura 4 viene mostrato il tasso di rivalutazione del fondo tfr in base alla formula indicata dal Legislatore che, come abbiamo evidenziato, è indicizzato in parte al tasso di inflazione misurato da un preciso indice rilasciato dall’Istat. A priori è pertanto possibile costruire il diagramma di rivalutazione in base a diverse ipotesi d’inflazione. La linea spessa di colore rosso indica il tasso d’inflazione misurato sull’asse delle ordinate di sinistra. La linea rossa sottile misura il tasso di rivalutazione netta (al netto dell’imposta sostitutiva) del fondo tfr la cui scala è sempre visualizzata sull’asse delle ordinate di sinistra. Essendo tale tasso di rivalutazione parzialmente indicizzato al tasso d’inflazione esiste una soglia oltre la quale la rivalutazione del fondo tfr non garantisce più un rendimento reale del fondo e, ancor peggio, non garantisce il mantenimento del potere d’acquisto delle somme accantonate. Tale soglia è collocata ad un tasso d’inflazione misurato dall’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati pari al 4 per cento. La linea blu mette in evidenza l’andamento del rendimento reale del fondo tfr (scala ordinate di destra) in relazione all’andamento del tasso d’inflazione (linea rossa spessa).

… rendimenti e rischi d’investimento …

Rendimento nominale e rendimento reale sono ulteriori due elementi che non si possono ignorare quando si parla di veicoli finanziari. Il rendimento nominale rappresenta il tasso di rivalutazione monetaria offerto da un determinato investimento per effetto della rinuncia al godimento di una determinata somma di denaro, godimento che viene procrastinato al futuro. Sul tasso nominale deve essere detratta l’imposta fiscale. Il rendimento reale rappresenta il tasso di rivalutazione monetaria offerto da un determinato investimento considerando anche la perdita di potere d’acquisto che la somma di denaro vincolata nell’investimento subisce nel tempo per effetto dell’inflazione. Troppo spesso veicoli finanziari di qualsiasi tipo (monetari, obbligazionari, azionari, polizze assicurative, fondi pensione) non risultano trasparenti in materia di rendimenti (nominali e soprattutto reali) garantiti all’investitore e troppo spesso il mercato monetario non è in grado di far fronte al fenomeno inflazione con i tassi di rendimento che garantisce. Inoltre il mercato obbligazionario espone l’investitore ad un rischio aggiuntivo rispetto al rischio inflazione: il rischio tasso. Ulteriore rischio viene aggiunto agli investimenti di natura azionaria ed è rappresentato dal rischio ciclo economico in grado di influenzare i corsi azionari.

Riassumendo brevemente, il fondo tfr è soggetto al solo rischio inflazione, veicoli finanziari di natura monetaria sono soggetti anch’essi al solo rischio inflazione, veicoli finanziari di natura obbligazionaria presentano un rischio aggiuntivo legato ai tassi d’interesse e veicoli finanziari di natura azionaria sono soggetti ad un ulteriore rischio aggiuntivo legato all’andamento del ciclo economico. Veicoli finanziari obbligazionari ed azionari sono caratterizzati quindi da alta volatilità. Si è volutamente semplificato il discorso rimanendo in veicoli finanziari quotati in Euro al fine di trascurare il rischio cambio ed altri rischi legati ad economie differenti da quella europea. Come vedremo in seguito ogni tipo di investimento è comunque soggetto ad un rischio inevitabile: il rischio insolvenza. Ciò che importa comprendere è che maggiore è il rendimento nominale offerto dall’investimento maggiore è il grado di rischio a cui l’investitore è soggetto. Il tfr espone il lavoratore-investitore al rischio inflazione quando tale fenomeno è presente nell’economia italiana in misura superiore al 4 per cento su base annua.

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