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EUROZONA: INFLAZIONE GIUGNO 2010 FRENA A +1,4%

Frena in giugno il tasso annuale di inflazione dell’Eurozona: il dato e’ infatti in crescita dell’1,4%  contro  l’1,6%  di maggio.

Un anno fa, come si ricorda nel comunicato di Eurostat, era in calo dello 0,1%. Il dato allargato ai 27 paesi dell’Unione europea mostra un tasso dell’1,9% mentre in maggio era pari al 2% (+0,6% un anno fa).

In Italia l’aumento e’ stato in giugno dell’1,5%. Fra i paesi europei, hanno registrato dati in calo l’Irlanda (-2%) e la Lettonia (-1,6%) mentre gli aumenti piu’ marcati si sono visti in Grecia (+5,2%), Ungheria (+5%) e Romania (+4,3%).

Link utili

Inflazione annua in ITALIA (Giugno 2010) in discesa

Inflazione in ITALIA Giugno 2010

L’inflazione annua nel mese di Giugno 2010 è risultata pari a 1,3% contro il 1,4% dello scorso mese di Maggio

Quanto tempo fa si è registrato un valore maggiore di 1,3%?

Un valore maggiore di 1,3% si è registrato nel periodo Maggio-2009 Maggio-2010 quando la variazione fu del 1,4%

L’inflazione rispetto a Giugno 2008 è risultata uguale a 1,8%

Sempre a Giugno 2010 l’inflazione mensile rispetto al mese precedente (Maggio 2010 ) segna un valore del 0,0%

Qui i dati

Un anno fa a Giugno 2009 il dato era stato del 0,5%.

Vuoi conoscere le statistiche relative ad altri valori? Visita questa pagina

Qui i dati relativi ad un anno fa

Qui i dati mensili

Previsioni

Per il prossimo dato relativo a Luglio 2010 (Inflazione in ITALIA) visita questa pagina

Desideri stimare l’inflazione media annuale? Utilizza la nostra utility

Cambia il paniere ISTAT

Aggiornamento del paniere e della ponderazione

L’Istat presenta, per l’anno 2009, il risultato delle operazioni annuali di aggiornamento del paniere e della struttura di ponderazione degli indici dei prezzi al consumo. Esse consentono di mantenere elevata nel tempo la capacità degli indici dei prezzi di riflettere i cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, attraverso l’aggiornamento sia del campione di prodotti per i quali vengono rilevati mensilmente i prezzi sia dei pesi con i quali essi partecipano al calcolo dell’inflazione.

Rientrano nell’insieme di tali operazioni anche le revisioni dei piani comunali degli esercizi commerciali da visitare nel corso dell’anno e della copertura territoriale della rilevazione, nonché l’introduzione di innovazioni metodologiche, tecniche e organizzative finalizzate al miglioramento continuo delle stime prodotte.

Ecco i  link utili

frecciaPonderazione – Pesi PDF (53 kbyte)

frecciaStruttura gerachica PDF (81 kbyte)

L’inflazione nel mese di gennaio 2009

L’inflazione a Gennaio è scesa all’1,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Il mese scorso, dicembre 2008 il valore era stato del 2,2%

Di seguito riportiamo la tabella relativa al periodo Gennaio 2008- gennaio 2009

Tabella inflazione annua Gennaio 2008 – Gennaio 2009

N Periodi Inflazione
annua
Inflazione
mensile
Inflazione Media
Valore parziale
Indici
1 Gennaio-2007 Gennaio-2008 3.0% 0.4% 3.0% [130.6][134.5]
2 Febbraio-2007 Febbraio-2008 2.9% 0.2% 2.9% [131][134.8]
3 Marzo-2007 Marzo-2008 3.3% 0.5% 3.1% [131.2][135.5]
4 Aprile-2007 Aprile-2008 3.3% 0.2% 3.1% [131.4][135.8]
5 Maggio-2007 Maggio-2008 3.6% 0.5% 3.2% [131.8][136.5]
6 Giugno-2007 Giugno-2008 3.8% 0.4% 3.3% [132.1][137.1]
7 Luglio-2007 Luglio-2008 4.1% 0.5% 3.4% [132.4][137.8]
8 Agosto-2007 Agosto-2008 4.1% 0.1% 3.5% [132.6][138]
9 Settembre-2007 Settembre-2008 3.8% -0.3% 3.5% [132.6][137.6]
10 Ottobre-2007 Ottobre-2008 3.5% 0.0% 3.5% [133][137.6]
11 Novembre-2007 Novembre-2008 2.7% -0.4% 3.4% [133.5][137.1]
12 Dicembre-2007 Dicembre-2008 2.2% -0.1% 3.3% [133.9][136.9]
13 Gennaio-2008 Gennaio-2009 1.6% -0.1% 3.2% [134.5][136.7]
Inflazione Media annua 3.2% —–

 

Ulteriori dati su www.rivaluta.it/inflazione.htm

Le serie storiche dell’EURIBOR

Notizie, grafici e dati utili per lo studio dell’EURIBOR

Qui la pagina utile

E-book libro unico del lavoro

La manovra d’estate ha introdotto diverse novità in materia di lavoro e certamente la più significativa e di maggiore impatto per gli operatori e professionisti del settore è rappresentata dalla modifica della disciplina in materia di libri obbligatori.

L’obiettivo di questo e-book è quello di raggruppare in un unico contenitore informativo le disposizioni in materia di libro unico del lavoro nonché fornire le prime indicazioni sulla base della lettura delle prime fonti normative in vigore.

 l’e-book lo trovi su www.rivaluta.it/e-book/e-book.asp

 

E-book disciplina fiscale del Tfr

<<MESSAGGIO PROMOZIONALE>>

E’ nato il primo e-book della redazione di RIVALUTA in seno all’esigenza di raccogliere in un unico contenitore informativo i principali aspetti della disciplina fiscale e tributaria del trattamento di fine rapporto.

Per effetto di legislazioni in materia di previdenza complementare sempre più complesse e sempre meno coordinate tra di loro, nel tempo, la fiscalità del trattamento di fine rapporto ha subito sostanziali modifiche, anche in seno a nuovi principi sorti in materia di armonizzazione delle prestazioni previdenziali.

Gli argomenti cardine vengono trattati con linearità rispetto a suddetti principi e tale impostazione rende questo manuale uno strumento quotidiano di lavoro per i professionisti del settore (consulenti del lavoro, ecc…) nonché per gli addetti agli uffici personale ed amministrazione delle aziende.

La difficoltà di trovare sul mercato guide che raggruppino in modo omogeneo gli aspetti di una determinata disciplina, è ben nota agli operatori del settore.

Acquista il manuale sulla tassazione del tfr a questo indirizzo:

www.rivaluta.it/e-book/e-book.asp

Regime fiscale stock option

In seno all’onda euforica di inizio millennio della cosiddetta New Economy, nuove forme retributive nate negli Stati Uniti si sono fatte strada anche nel tessuto economico del nostro paese.

La caratteristica saliente di queste nuove forme di remunerazione del lavoro risiede nel duplice pilastro che sta alla base della formazione della retribuzione del lavoratore, caratterizzata da un duplice pacchetto retributivo composto da una quota fissa di stipendio e da una quota variabile.

Il sistema delle stock option è quello che ha riscosso e sta ancora riscuotendo il maggiore successo.

Nata principalmente in seno alla necessità di allineare gli interessi dei manager con quelli della proprietà, cioè gli azionisti, una stock option altro non è che un’opzione sull’acquisto o sulla sottoscrizione di azioni che una Società offre ai propri dipendenti ad un prezzo determinato (prezzo di esercizio) e che può essere esercitata entro una certa data o in un periodo di tempo prefissato e limitato.

Il fine di questa forma di remunerazione del lavoro è quello di motivare i manager aziendali ad effettuare scelte che massimizzino il valore creato per gli azionisti e, quindi, per se stessi.

Il Legislatore ha ritenuto, inizialmente, di dover incentivare fiscalmente il ricorso a questa forma retributiva ed il regime fiscale agevolato delle stock option è entrato nel nostro ordinamento giuridico con il Decreto Legislativo 23 dicembre 1999, n. 505, successivamente modificato dall’art. 36, comma 25 del Decreto Legge 4 luglio 2006, n. 223 (convertito con modifiche nella Legge 4 agosto 2006, n. 248) e dall’art. 2, comma 29 del Decreto Legge 3 ottobre 2006, n. 262 (convertito con modifiche nella Legge 24 novembre 2006, n. 286) ed ancora modificato, in senso restrittivo, dall’art. 82, comma 23 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 (convertito con modifiche nella Legge 6 agosto 2008, n. 133).

L’inflazione in Italia

L’inflazione in ITALIA ad Agosto 2008 è pari a 4.1%

LINFLAZIONE IN ITALIA

L'INFLAZIONE IN ITALIA

Notizie, dati e grafici le trovi su

www.rivaluta.it/inflazione.htm

Regime fiscale della previdenza complementare

La previdenza sociale costituisce uno dei principali pilastri degli Stati moderni e consiste nella tutela economica fornita ai cittadini che hanno cessato l’attività lavorativa per motivi di età o che risultano permanentemente incapaci di farlo a seguito di malattie o infortuni. Al ricorrere di queste precise condizioni i cittadini hanno diritto a ricevere una rendita vitalizia, cioè la cosiddetta pensione.

Il sistema previdenziale italiano è basato su tre fondamentali pilastri:

  • previdenza obbligatoria: tale rendita viene costruita attraverso il versamento dei contributi previdenziali obbligatori che ogni lavoratore è tenuto a versare agli enti previdenziali (Inps, Inpdap, Enpals, Inail, ecc…). Il datore di lavoro è tenuto per legge a compartecipare attraverso propri contributi nella posizione individuale dei singoli lavoratori;
  • previdenza complementare (fondi pensione): rappresenta un canale previdenziale ad adesione volontaria del cittadino/lavoratore che sceglie di destinare parte del proprio reddito/risparmio alla costruzione di una rendita aggiuntiva oltre la pensione obbligatoria. Appartengono a questo secondo pilastro del sistema previdenziale i fondi pensione chiusi (ai quali possono iscriversi lavoratori appartenenti ad una certa categoria) e aperti (ai quali può iscriversi chiunque);
  • previdenza complementare (polizze assicurative): rappresenta sempre un canale di previdenza ad adesione volontaria del cittadino/lavoratore che si realizza attraverso la stipula di contratti di assicurazione sulla vita a scopo previdenziale.

E’ da tempo acquisito il problema dell’inadeguatezza del sistema pensionistico obbligatorio nel garantire prestazioni pensionistiche future di entità sufficiente a garantire uno standard di vita simile a quello in età lavorativa.

Mano a mano che il criterio di calcolo contributivo della pensione obbligatoria entrerà a regime il tasso di sostituzione lordo tra ultimo reddito da lavoro e pensione passerà dall’attuale valore mediamente superiore al 70 per cento ad uno inferiore al 60 per cento e la caduta risulterà ancora più ampia per i lavoratori con carriere discontinue o con fasi prolungate di lavoro flessibile.

Una soluzione al problema potrebbe venire dall’innalzamento delle aliquote contributive sull’occupazione dipendente flessibile ma tale soluzione appare sempre meno compatibile con la cronica congiuntura italiana di bassa crescita del PIL.

Il Legislatore italiano ha fornito una risposta al problema previdenziale in termini di sviluppo del pilastro della previdenza complementare, anche attraverso un regime fiscale agevolato, con il Decreto Legislativo 5 Dicembre 2005 n. 252 in vigore dal 01/01/2007.